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Il Forum di Eritrea Eritrea

Sui tragici omicidi razzisti di Firenze

dicembre 15, 2011 By: admin Category: Senza categoria

Riceviamo e pubblichiamo:
Cari fratelli e sorelle africani,
abbiamo pagato un prezzo troppo alto in questo paese in termini di vite umane, senza colpa, che sono stati ammazzati in Italia. Sono fratelli e sorelle che vengono dall’Africa per trovare una vita migliore e trovano prima uno sfruttamento ed un trattamento disumano e poi vengono ammazzati barbaramente in mezzo alle grandi citta’ a pallottole da mafiosi, o persone razziste. Sono degli africani che vivono in condizioni disagiate, per non dire disumane. E proprio i piu’ disagiati degli africani che si trovano ad arrangiarsi a vendere nei mercati o che si dedicano alla raccolta dei pomodori, sottopagati a pagare con la vita. EBBENE QUESTE PERSONE PER NOI AFRICANI SONO I NOSTRI MARTIRI. TUTTI SIAMO PROFONDAMENTI ADDOLORATI ED IN QUESTI GIORNI OGNUNO DI NOI HA PIANTO PER QUESTA TERRIBILE INGIUSTIZIA UMANA e NON ABBIAMO SONNI TRANQUILLI.
Dobbiamo riflettere bene pero’ che solo attivandosi e riflettendo bene sulla situazione della nostra comunità ed i nostri rapporti con la società autoctona e con le istituzioni possiamo cercare di cambiare qualcosa per lo meno per I NOSTRI FRATELLI E SORELLE CHE VIVONO IN CONDIZIONI DISAGIATE E SONO ESPOSTI AL PERICOLO DELLA LORO SOPRAVVIVENZA.
Il Sindaco del Comune di Firenze insieme al Ministro degl Interni del Governo Monti oggi ha incontrato i leader della comunità Senegale con il Senegalese Console Dr Stefani Eraldo. Il Sindaco di Firenze ha annunciato il lutto cittadino, ha promesso di sostenere le spese per il trasporto delle salme ed ha fatto venire un ministro da Roma. Come Sindaco ha fatto qualcosa e bene. Oggi ho telefonato a Pape ed all’ufficio del Console Senegale per dirgli che la questione riguarda tutti gli africani e non solo i senegalesi.. Infatti quando scrivo questo messaggio lo mando in copia anche al Console Senegale ed alla segreteria del Sindaco. Non possiamo vedere questo caso come un caso isolato compiuto da un esaltato. Bisogna affrontarlo seriamente in termini politici e legali per dare la sicurezza e stabilire un rapporto di convivenza pacifica tra etnie diverse nel rispetto della cultura e della dignità umana.
Pertanto vogliamo creare un momento di riflessione su questo tema proprio al comune di Firenze nella sala grande. Ho apprezzato gli interventi di tutti. Siamo toccati tutti quanti ogni giorno nella ns vita quotidiana di un sentimento di tristezza per cio’ che stiamo assistendo passivamente. Dobbiamo cercare di far lavorare la mente e cercare di fare qualcosa di utile almeno per i ns fratelli piu’ penalizzati in questa società.
Fraterni saluti
Derres Araia
—-Messaggio originale—-
Da: stranierilivorno@gmail.com
Data: 14-dic-2011 0.29
A:
Ogg: Re: SENTITE CONDOGLIANZE PER LA TRAGICA MORTE DEI NOSTRI FRATELLI SENEGALESI

Grazie a tutti dal Senegal dove sono stato informato subito di cio’ che e’ accaduto a Firenze.
Grazie per i vostri pensieri e la soldarieta’ che state esprimendo nei confontronti di tutta la comunita’ Senegalese. Quello che e’ successo a Firenze ci deve far rifflettere parecchio e non so fin quanto si tratti di un caso isolato compiuto da un folle che non ha nessuno scrupolo.
Chiediamo una giustizia rapida per i nostri fratelli caduti sotto il fuoco del fascismo.
Sperando che la classe politica ne tragga lezione e rivaluti certe posizioni.
Grazie ancora una volta a tutti; che sappia il nemico che l’Italia e’ anche terra nostra e continueremo a volerle bene e che non ci facciamo intimidire da gesti cosi’ folli da condannare senza se e senza ma con l’auspicio che non si ripetano piu’.
il Presidente della FAT / Federazione Africana in Toscana
Diop Mbaye

Il giorno 13 dicembre 2011 21:56, derres@tin.it ha scritto:

Cari fratelli e sorelle,
ho inviato un sms a Pape, Kebe, Bamba ed il ns caro president Mbaye. Anche in questo forum esprimo “Sentite condoglianze alle famiglie, parenti, amici, alla comunità senegalese ed a tutti gli africani per la tragica morte dei nostri fratelli. Siamo tutti colpiti per questo barbaro assassino e siamo pronti ad attivarci a tutte le iniziative necessarie. MI E’ STATO DETTO DAL FRATELLO BAMBA CHE VI E’ IL PROGRAMMA DI UNA CONFERENZA STAMPA E MANIFETAZIONE ALLA SALA CONSIGLIARE DEL PALAZZO VECCHIO PER GIOVEDI’ 15 DICEMBRE ORE 11.00. CHIEDO CORTESEMENTE AI COORDINATORI DELLA COMUNITA’ SENEGALESE DI CONFERMARCI E DI INFORMARCI SU INIZIATIVE ED ATTIVITA’ PROGRAMMATE. IN QUESTO MOMENTO SIAMO MOLTO VICINI ALLA COMUNITA’ SENEGALE E DISPONIBILI PER ATTIVARCI.
Fraterni saluti Derres Araia

Alla luce di quello che è successo in piazza Dalmazia poi in centro di
questa città che sembrava così… “civile”, sarebbe meglio. almeno
ora, dimenticare odi e rancori e sfruttare quello che ci offre la
tecnologia oggi (vedi la cosidetta primavera araba) e organizzarsi e
unirsi almeno per qualche ora e rivolgere un pensiero ai fratelli
morti.
Da ricordare che non è stata colpita solo la comunità senegalese ma,
tutti quegli africani “negri” che lavorano onestamente e umilmente per
guadagnarsi da vivere e mandare qualche spicciolo in Africa a dei
parenti che neanche ti ringraziano.
Condividere il dolore, rivolgere un pensiero e una preghiera a questi
nostri eroi sarebbe un atto dovuto ma… non lo so se ne siamo
capaci!!! Chiedo a chi ne ha la possibilità fra i frequentatori di
questo forum, di trasmetterci nome cognome e storia di questi
fratelli, di dare un volto umano (cosa che la TV non fa!) per noi e
per i nostri figli.
Pace e la Misericordia Divina su di loro.

M. Osman

Incredibile da Sudan ed Eritrea per Israele – violenze…

ottobre 27, 2011 By: admin Category: Senza categoria



Per vedere sottotitolato premete ‘CC’ potete anche far tradurre automaticamente i sottotitoli dall’ Inglese all’Italiano od altra lingua: andando su ‘CC’ e scegliendo ‘Traduci sottotitoli’, poi scegliere la lingua.

Discorso del presidente Isaias alla 66° Assemblea Generale delle Nazioni Unite

settembre 28, 2011 By: admin Category: Senza categoria

Permettetemi di iniziare congratulandomi con voi Signor Presidente, e il vostro paese il Qatar, per la sua elezione a presiedere questa sessione Generale delle Nazioni Unite e ringraziando il Segretario Generale Ban Ki-moon per la sua leadership e i suoi risultati.

Signor Presidente,
Signor Segretario Generale,
Eccellenze,
Signore e Signori,

Permettetemi di iniziare congratulandomi con voi Signor Presidente, e il vostro paese il Qatar, per la sua elezione a presiedere questa sessione Generale delle Nazioni Unite e ringraziando il Segretario Generale Ban Ki-moon per la sua leadership e i suoi risultati.

Questa 66° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ci vede riuniti nel corso di un’importante congiuntura nella storia del mondo. Ci incontriamo in un momento di interessanti possibilità e di opportunità per il miglioramento di centinaia di milioni di persone, eppure queste favorevoli prospettive devono essere soppesate confrontandole con i grandi pericoli e il senso di ansia che attualmente attanagliano il nostro mondo.

La persistente crisi economica e finanziaria, la disoccupazione di massa, le disuguaglianze crescenti tra e all’interno delle nazioni, i livelli della spirale del debito, le ricorrenti carestie e la fame, gli alti livelli di mortalità per malattie facilmente prevenibili e un ambiente sempre più fragile stanno seminando il caos nella vita delle persone e sul futuro delle nazioni, nonostante la fine della guerra fredda e la prematura dichiarazione di nascita di un nuovo ordine mondiale, le guerre e gli interventi militari continuano, e quasi mai riescono a risolvere, ma a complicare ulteriormente i problemi che vorrebbero risolvere.

E’ vero che nessuno di questi problemi è nuovo, eppure, non si può negare che il malessere oggi sembra molto più intrattabile. Tre anni fa il mondo era infuso da un rinnovato spirito di speranza e possibilità con la storica elezione del presidente Barack Obama e la freschezza della suo messaggio di cambiamento positivo. Nonostante i suoi sforzi, la forza della sua personalità e dei suoi molti talenti però tale speranza non ha dato i suoi frutti.

La realtà è che i problemi che abbiamo di fronte sono sistemici e sono stati accumulati nel corso degli anni e dei decenni e richiedono cambiamenti sistemici e strutturali. Effettuare questa trasformazione reali, positive e durature richiede lo sforzo, non solo di un leader e di una nazione e dei suoi alleati, ma lo sforzo concertato di tutte le nazioni.

Guardiamo verso i poteri emergenti e riemergenti – Cina, India, Russia, Brasile e altre, per mostrare più leadership e addossarsi più grandi responsabilità. Crediamo inoltre che tutte le nazioni, quali che siano le loro dimensioni, devono svolgere un ruolo sempre più grande e più efficace nel tentativo di costruire un mondo giusto, equo e sostenibile.

Signor Presidente,

Quest’anno il 2011 è stato testimone di agitazioni e iniziative coraggiose prese dal popolo di molte nazioni per effettuare cambiamenti fondamentali che porteranno a un nuovo inizio e dignità per loro e i loro paesi. Mentre l’epicentro del movimento è stato in Nord Africa e nel Medio Oriente, questo non si limita al mondo arabo o alle nazioni in via di sviluppo.

In gran parte del mondo sviluppato vi è ora lo stesso sentimento di rabbia e frustrazione, la stessa insoddisfazione verso governi che si sono legati a una piccola minoranza con interessi particolari, lo stesso desiderio di un lavoro dignitoso, significativa partecipazione alla politica e vita dignitosa. Questa realtà non può e non deve essere negata. Chiaramente questo non è il momento di compiacimento o arroganza.

Ciò che è richiesto oggi è un franco studio della cruda realtà globale che ci attende, la disponibilità a potenziare i nostri popoli e i nostri giovani e di collaborare per un sicuro e brillante futuro per tutti.

Signor Presidente,

Dal momento che dobbiamo riflettere sul futuro e fare dei cambiamenti radicali, non possiamo fallire, ma sottolineare che le Nazioni Unite è già diventato un organismo irrimediabilmente obsoleto e rischia diventa del tutto irrilevante. Tutti noi ci professiamo d’accordo sulla necessità di trasformare le istituzioni e le procedure delle Nazioni Unite, ma rimaniamo paralizzati, senza prospettive di reale progresso.

L’Eritrea si associa con vigore a coloro che sottolineano l’urgenza di una riforma reale e crede che ciò che è richiesto non è una mera assunzione del sistema, ma una completa trasformazione dell’istituzione. L’elemento critico di questa trasformazione deve essere la rafforzamento dell’autorità e del ruolo dell’Assemblea Generale. Fino a quando questo organismo fondamentale è privo di reali poteri decisionali, le Nazioni Unite rimarranno non rappresentativi delle nazioni del mondo, anche se la dimensione e la composizione del Consiglio di sicurezza cambia in modo significativo.

Allo stesso modo, non ci può essere rilancio significativo senza la revisione metodi di lavoro e le procedure delle Nazioni Unite, nel rispetto dei diritti degli Stati membri e di garantire trasparenza e responsabilità in tutti gli organi dell’organizzazione.

Signor Presidente,

Mezzo secolo è trascorso dal giorno del periodo di decolonizzazione che ha portato alla emergere di nazioni africane indipendenti. Nonostante la speranza e l’entusiasmo dei primi anni e i risultati registrati negli ultimi cinque anni sono stati ampiamente deludenti. I tempi difficili e le sfide interne ed esterne che li hanno provocati sono certamente non finita. L’Africa continua a lottare in una difficile e complessa internazionali ambiente.

E tuttavia, senza esagerare le possibilità o sottovalutare le difficoltà, è chiaro che un certo numero di paesi africani stanno entrando in un periodo di politica, economica e rinnovamento sociale. Sono convinti che l’Africa ha le risorse umane e naturali per avere successo. Non sarà evitare partnership internazionali, ma sarà dare il primato a proprie capacità e di cooperazione a livello continentale e sub-regioni. È questa prospettiva che sta stimolando i paesi africani a concentrarsi sul requisito fondamentale di sviluppo del le infrastrutture del continente e la promozione di legami commerciali ed economici tra di loro.

Un altro componente chiave è la rivitalizzazione dell’Unione africana e delle organizzazioni sub-regionali. A livello sub-regionale, l’Eritrea è impegnata nello sviluppo economico e integrazione nel più ampio Corno d’Africa e regioni del Mar Rosso. Siamo convinti che nessun paese può avere successo in un ambiente turbolento. Lavoreremo per la rivitalizzazione dell’IGAD e ci sforzeremo di rendere più efficace la promozione dello sviluppo economico e dell’integrazione. Diamo il benvenuto al Sud Sudan indipendente e lavoreremo con sia il Sudan che con il Sud Sudan, con i quali abbiamo antichi legami, in quanto alle prese con le rispettive situazioni nazionali e l’impegno a creare rapporti di collaborazione.

A riguardo della Somalia, come è ormai diventato evidente, vi è la necessità di un nuovo approccio, dal momento che quello attuale si è esaurito e può solo portare a ulteriori complicazioni Dato che l’obiettivo centrale rimane la ricostituzione della Somalia e la ricostruzione di istituzioni efficaci, è imperativo impegnarsi seriamente e rimettere in mano somala l’iniziativa del processo politico di tutti i principali interessati, compresi i governi di Somaliland e del Puntland.

Per quanto riguarda il Medio Oriente, che è un punto chiave all’ordine del giorno della sessione corrente dell’Assemblea generale, l’Eritrea ribadisce il suo sostegno di lunga data al fianco della gente della Palestina, alla sua autodeterminazione e a uno stato indipendente e sovrano. Si sostiene anche il diritto di Israele di vivere in pace e in sicurezza nell’ambito di confini internazionalmente riconosciuti. Allo stesso tempo, l’Eritrea è sinceramente preoccupata del fatto che l’attuale adesione della Palestina all’UN non diventi una battaglia simbolica priva di sostanza reale.

E’ solo prudente e pertinente richiamare all’attenzione che, con l’eccezione di poche voci realistiche, gli accordi di Oslo sono stati accolti con molto successo e che quasi due decenni più tardi, non hanno portato a uno stato palestinese o alla pace tra i popoli palestinese e israeliano. Infine, signor Presidente, mancherei ai miei doveri se non ricordassi alle Nazioni Unite la sua responsabilità di sostenere la sua Carta e il diritto internazionale e le numerose Risoluzioni del Consiglio di sicurezza e le urgenti misure da adottare per porre fine all’occupazione dell’Etiopia di territorio sovrani eritrei.

Associato con la revoca delle illegali sanzioni all’Eritrea, questo non sarebbe solo un servire la causa della giustizia, ma permetterebbe al popolo della regione di lavorare insieme per promuovere i loro interessi collettivi e consolidare la posizione dell’Africa nel mondo.

Vi ringrazio.

Eritrea Wikileaks

settembre 21, 2011 By: admin Category: Senza categoria

Wikileaks: Le menzogne dell’ONU per sanzionare l’Eritrea: http://english.pravda.ru/world/africa/09-09-2011/119012-Wikileaks_Exposes_UN_Eritrean_sanction_lies-0/

WikiLeaks: L’Etiopia ha deliberatamente bombardato se stessa per accusare l’Eritrea: http://www.foreignpolicyjournal.com/2011/09/16/wikileaks-ethiopia-files-ethiopia-bombs-itself-blames-eritrea/

Wikileaks: ufficiale USA minaccia di invadere l’Eritrea:
http://jimmatimes.com/article/Latest_News/Latest_News/Wikileaks_US_official_threatens_to_invade_Eritrea_Weirdo_Isaias_is_sick/33854

Wikileaks: Il Presidente Eritreo Isaias Afewerki accusa Meles Zenawi di aver tentato di ucciderlo:
http://ethiopiaforums.com/wikileaks-eritrean-president-isaias-afewerki-accused-meles-zenawi-tried-to-kill-him

Wikileaks: – luglio 99: gruppo eritrei picchiati da militari italiani:
http://www.6antirazzista.net/rassegna/wiki-leaks-luglio-99-gruppo-eritrei-picchiati-da-militari-italiani

Etiopia: aiuti umanitari finanziarono armi:
http://robertodeficis.wordpress.com/2010/03/04/etiopia-aiuti-umanitari-finanziarono-armi/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Guerra in Libia. Ecco perchè vogliono eliminare Gheddafi, dopo averlo, già derubato.

settembre 06, 2011 By: admin Category: Senza categoria


La Libia di Gheddafi:
-Indennità di disoccupazione: 730$ mensili
(in Libia la vita costa 1/3 rispetto a qui)
Pil pro-capite: 14.192$ – DEBITO/PIL: 3.3%
(secondo il sito della CIA al 2010 è il paese meno indebitato al mondo)
https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/rankorder/2186ran
-Ogni membro di una famiglia riceve dallo Stato 1000$ annuali
-Per ogni nuovo nato lo Stato dona alla famiglia 7000$
-Gli sposi ricevono 64.000$ per l’acquisto di una casa
-Istruzione ed università all’estero a carico dello Stato
-Prezzi simbolici dei prodotti alimentari base per le famiglie numerose
-Erogazione gratuita di prodotti medicinali e farmaceutici
-1 litro di benzina costa 0,14$ dunque è più economica dell’acqua
-Energia elettrica gratuita
-All’apertura di un’attività personale si riceve un finanziamento statale di 20.000$
-Per l’acquisto di una vettura il 50% è versato dallo Stato
-Prestiti per l’acquisto di un auto o di una casa senza alcun interesse
-Imposte e tasse extra PROBITE
http://tipggita32.wordpress.com/2011/04/22/eloquent-facts-of-the-socialist-li…

Gheddafi lasciò il potere dittatoriale nel 1977. Da allora ha il controllo delle forze armate e della politica estera, ma NON ha nè potere legislativo, nè esecutivo. Le leggi vengono fatte dal governo i cui rappresentanti vengono eletti DIRETTAMENTE (senza i partiti parassiti) dal popolo tramite le tribù e i congressi del popolo. Dunque a cosa si sarebbe dovuto ribellare il popolo libico?
Il loro sistema è DEMOCRATICO a differenza del nostro che è PARTITOCRATICO (in realtà usurocratico).

Gheddafi stava finanziando molti progetti per modernizzare l’Africa e renderla indipendente dalla tirannide imperialista e reazionaria d’occidente.
http://www.youtube.com/user/JorYanandBrothers

Tutte le News le trovate qui:
http://www.youtube.com/user/Rayyisse
http://libyanfreepress.wordpress.com/
http://gilguysparks.wordpress.com/

Come in Iraq. Così in Libia. NATO: Obiettivo Genocidio
http://www.cloroalclero.com/?p=7687

L’idelogia di Gheddafi: il libro verde
http://www.dittatori.it/libroverde.htm

Gheddafi VS Rothschild
http://vimeo.com/28305143

Emerge che i massacri e le uccisioni non erano mai stati fatti dalle forze di Gheddafi, ma piuttosto da elementi terroristi con legami con Al-Qaeda (CIA), liberali, contro-rivoluzionari, delinquenti, criminali comuni:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewto…

Dopo aver distrutto il 70% degli acquedotti, la NATO si accanisce contro l’unica azienda che avrebbe potuto ripararli, riducendo i libici alla sete
http://www.blog.art17.it/2011/08/27/i-crimini-umanitari-della-nato-bombardato…
http://www.blog.art17.it/

I terroristi della NATO hanno catturato 1500 ragazzini, e ragazzine, per venderli come “schiavi sessuali” per tutto il resto della loro vita a ricchi pedofili. http://www.whatdoesitmean.com/index1516.htm

Mahmoud JibrilI (il capo dei “ribelli”) si è sempre distinto come principale leccapiedi degli ameriCani
http://it.peacereporter.net/articolo/27574/Chi+%E8+Mahmoud+Jibril,+il+success…

La Libia è Gheddafi, il Qatar degli attori. L’invasione via mare. 6000 mercenari sbarcano in Libia. L’ONU denuncia i crimini dei ribelli. http://www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/6684-la-tempesta-tradotta….

Bombardamenti “umanitari” NATO
http://www.youtube.com/watch?v=7eBEqz3FWRc

Il massacro della NATO
http://www.youtube.com/user/TheLibyaSOS#p/u/13/JF9ZYup4Qwc

Crimini della NATO
http://www.youtube.com/watch?v=Nycrs_Bo5uE&feature=player_embedded#at=180

Crimini dei “ribelli” a Bengasi su questi canali
http://www.youtube.com/user/TheLibyaSOS
http://www.youtube.com/user/TVZNET
http://www.youtube.com/user/leopoldoeva2

Ecco come invece i lealisti trattano i “ribelli”
http://www.youtube.com/watch?v=uxd8i-x51BU

I RIBELLI LIBERANO 600 TERRORISTI
http://www.youtube.com/watch?v=PgBzZtzqQ_M

Un dignitoso servizio del TG1 (23/03) che per la prima e ultima volta ha detto la Verità: http://www.youtube.com/watch?v=ClRSb4Lft6M

La guerra in Libia è illegale
http://sollevazione.blogspot.com/2011/05/libia-la-1973-e-il-diritto.html

Tutte le verità sulla guerra contro la Libia di Gheddafi
http://www.youtube.com/watch?v=qUZY08ekX6U&feature=channel_video_title

Giornalista francese minacciato di morte
http://www.youtube.com/watch?v=c5CTDWIA3Ds&feature=watch_response

Giornalisti (spie) criminali al soldo della NATO
http://www.youtube.com/watch?v=RXfR9sphNkY

Il consenso popolare di Gheddafi
http://www.youtube.com/watch?v=cHYZb-vLLJE&feature=watch_response

Guerra in Libia: la finta conquista di Tripoli
http://www.youtube.com/watch?v=OGpX-HQsc_Q

In Venezuela dimostrazioni PRO-GHEDDAFI
http://www.youtube.com/watch?v=ikyltWBs54E

  da Eritreaeritrea.com  
 

News Edition:


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Eritrea did not arm Al-Shabaab militants, says UN reportAfrica Review
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Capital FM Kenya
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Eritrea has asked the UN to investigate the killing of five western tourists in northern Ethiopia which has lead to a bitter row between the two arch-foes. Addis Ababa has blamed Eritrea ...
Ethiopia says Eritrea manipulating rebelsNews24
Tensions rise between Eritrea and Ethiopia after killing incidentDaily Ethiopia
Ethiopian rebels to release Kidnapped Germans, deny Eritrean roleThe Africa Report
BBC News -The Guardian
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Chalice on hunt with $100m war chest
The West Australian
Eritrean gold project to China's SFECO, hoped to have the proceeds in the bank by May and was already on the lookout for likely targets.

Eritrean Patriarch's health reportedly deteriorating
Daily Ethiopia
Eritrean National Council for Democratic Change announced on Monday that it had confirmation that the 85 year old Abune Antonios, "the legitimate Patriarch of the Orthodox Church of Eritrea" was "sick and in a worrisome ...