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Il Forum di Eritrea Eritrea

24 maggio1991 – Feste dell’Indipendenza

maggio 16, 2012 By: admin Category: Senza categoria

Il 24 maggio 1991 il Fronte Popolare di Liberazione dell’Eritrea entra nella capitale Asmara ponendo fine a una guerra per la conquista dell’indipendenza durata trenta lunghi anni. Il F.p.l.e affida a Isaias Afwerki la guida del Governo di Transizione mentre una conferenza di riconciliazione sancisce il diritto all’autonomia dell’Eritrea da esercitarsi attraverso un referendum popolare che avrà luogo due anni dopo. Il 24 maggio 1993 con un risultato plebiscitario l’Eritrea viene dichiarata indipendente divenendo il più giovane Stato africano. Nei prossimi giorni gli eritrei festeggeranno in tutto il mondo la ricorrenza di questi due eventi fondamentali per il loro paese, a Milano l’evento si terrà il 20 maggio, mentre a Roma il 27 maggio, secondo le modalità annunciate nelle locandine che seguono:

Festa Indipendenza Milano


Festa Indipendenza Roma

 

Il “sistema” che opera, operava e che puo’ spiegare qualcosa dell’Eritrea e da che cosa si difende.

aprile 24, 2012 By: admin Category: Senza categoria

Note sui recenti attacchi dell’esercito etiope in territorio eritreo

aprile 02, 2012 By: admin Category: Senza categoria

Articole da eritreaeritrea.com

Mattia Gatti (19/3/2012)

Alcune agenzie hanno
riportato in questi giorni i comunicati con cui il governo etiope ha
rivendicato attacchi militari in territorio eritreo, “contro basi
terroristiche”; si tratta delle prime azioni militari compiute dopo la
fine della drammatica guerra svoltasi 1998 e il 2000.[1]
Gli eritrei sono stati accusati di essere responsabili di azioni
avvenute in territorio etiope; in particolare lo scorso gennaio nella
regione dell’Afar sarebbero stati uccisi cinque turisti europei e ne
sarebbero stati rapiti altri quattro; si noti come la stampa, nonostante
la confusione con cui è stata data la notizia (tanto che inizialmente
era citato un italiano tra i turisti uccisi) non ha esitato a riportare
la versione etiope dei fatti senza sentire la necessità di verificarla.[2]

L’Eritrea ha sempre
risolutamente negato qualunque appoggio a gruppi terroristici e ha
accusato l’illegittimità (peraltro evidente) degli attacchi compiuti
dall’esercito etiope, ma ha anche affermato la volontà di non voler
reagire trascinando l’intera regione in una guerra[3].

I mezzi di informazione
si sono occupati dell’Eritrea e delle controversie con l’Etiopia poco e
male negli ultimi anni spesso dando origine a vere e proprie
mistificazioni che tendono a confondere aggredito e aggressore[4];
mi pare quindi opportuno provare a fornire al lettore alcune notizie ed
alcuni dati che possano aiutare a comprendere meglio le origini del
conflitto e più in generale la situazione del corno d’Africa.

Come si è conclusa la guerra tra Etiopia ed Eritrea del 1998-2000

Nel 1998 l’esercito etiopico è
penetrato in Eritrea compiendo brutalità e distruzioni assolutamente
ingiustificate sui civili. Ne è seguita una sanguinosa guerra che si è
conclusa in seguito agli accordi di
Algeri (18 giugno
2000), questi  prevedevano tra l’altro la formazione di una commissione
per provvedere alla definizione della demarcazione del confine (Eebc-
Eritrea and Ethiopia Boundary
Commission
) sulla base di alcuni trattati coloniali.

La decisione di questa
commissione si concretizzò nel marzo del 2003, sancendo il diritto di
appartenenza eritrea sul villaggio di Badme, la cui gestione era stata
alla base dell’ultima guerra.

L’Etiopia ha però sempre
rifiutato di accettare questa decisione ed ha continuato ad occupare
alcuni territori che avrebbe dovuto restituire senza peraltro subire
nessuna sanzione da parte degli organismi internazionali.

Le sanzioni internazionali (contro l’Eritrea)

Il Consiglio di sicurezza
delle Nazioni Unite nel dicembre 2009 (con l’astensione della Cina[5]
e il voto contrario della Libia) ed ancora nel dicembre 2011 (con
l’astensione di Cina e Russia) ha approvato due risoluzioni che
prevedono sanzioni contro l’Eritrea: in particolare un embargo sulla
vendita di armi e di qualsiasi tipo di equipaggiamento militare e il
congelamento di fondi, di azioni finanziarie e di risorse economiche
all’estero di alcune individualità eritree che dovevano essere designare
da una apposita commissione che però non è mai stata in grado di
definire alcunché.

Le motivazioni addotte a
giustificare le sanzioni sono incentrate sul presunto sostegno economico
e militare del governo di Asmara ai gruppi di opposizione armata al
Governo federale di transizione somalo; non è stata  però fornita alcuna
prova che dimostri la reale consistenza di queste accuse.

Alcune fonti anzi
dimostrerebbero proprio il contrario tanto che l’ambasciatore
statunitense in Etiopia mentre in pubblico gli USA sostenevano l’accusa
in documenti top secret, come è emerso dalla pubblicazione dei file in
Wikileaks, dichiarava che “il ruolo giocato dall’Eritrea in Somalia è
probabilmente insignificante ”(Wikileaks file “Ogaden; Counterinsurgency
Operations Hitting a Wall, Part 2. sect. 7.). Di sicuro in ogni caso le
armi in Somalia provengono quasi totalmente dagli Stati Uniti e dagli
altri paesi occidentali: donate al governo di transizione somalo e
rivendute nel mercato nero ad ogni fazione in lotta.

[6]

In merito alla questione
somala su cui ritornerò in conclusione è utile da subito sottolineare
anche il  reale e dimostrato interesse del governo eritreo che da anni
propone soluzioni diverse da quelle, ad oggi come è evidente
fallimentari, messe in atto dalla cosiddetta comunità internazionale.

In particolare, secondo gli
eritrei, è necessario dare vita ad “un processo politico che non
dovrebbe escludere alcuna formazione somala o gruppo che volesse
partecipare al processo (…) l’obiettivo finale del processo politico
dovrebbe essere la ricostituzione della Somalia e la costituzione di un
governo effettivo e sovrano che difenda gli interessi del popolo somalo”[7].

Eritrea e  terrorismo

 Come abbiamo visto gli eritrei sono accusati di essere promotori di
azioni terroristiche o di dare appoggio a presunti terroristi e il
governo etiope utilizza questo pretesto per giustificare la sua politica
di aggressione nei confronti dello stato vicino.

Anche in questo caso però è opportuno ricordare ancora una volta
l’assenza totale di prove in questo senso ed anzi l’emergere di
documenti che dimostrerebbero il contrario.

Il 16 settembre 2006 in seguito a un attentato avvenuto ad Addis Abeba
(dove esplosero 3 ordigni) il governo etiope ha accusato il Fronte di
Liberazione Oromo e soprattutto il governo eritreo, esattamente come nel
recente attacco contro i turisti.

Dalla lettura di altre fonti (anche in questo caso i file emersi con
wikileaks) emerge però una realtà del
tutto diversa secondo la quale l’ipotesi più probabile è che l’azione
sia stata eseguita direttamente dalle forze di sicurezza etiopi al fine
di accusare gli oppositori interni e l’Eritrea[8].

Può essere utile citare in questa sezione anche un altro caso di natura
del tutto differente.

Il 23 dicembre 2010 quattro cittadini britannici sono stati arrestati
dagli eritrei; la loro nave (dotata di sistemi d’arma tra cui fucili da
cecchino) è stata intercettata dopo una sosta  nella costa eritrea e
all’interno sono stati trovati fucili, pistole, dispositivi GPS,
giubbotti antiproiettile e telefoni satellitari. In seguito gli inglesi,
di cui due erano ex Royal Marines, hanno sostenuto di essere parte di
una società che fornisce scorte armate in funzione antipirateria alle
navi che transitano nel Mar Rosso e di essere sbarcati in Eritrea non
volontariamente ma in seguito ad un guasto[9].

Indipendentemente dai dubbi che permangono su questa vicenda è opportuno
porsi una domanda: come definiremmo una pattuglia armata in questo modo
se fosse intercettata nelle vicinanze della costa inglese o di quella
italiana? La verità è che i terroristi non sono quasi mai dove la stampa
occidentale vorrebbe farceli trovare.

 

 

Chi destabilizza la regione del Corno d’Africa in realtà

 L’accusa più ricorrente e che in qualche modo comprende le
“imputazioni” di cui abbiamo trattato nei paragrafi precedenti è quella
secondo cui l’Eritrea sarebbe fonte di costante instabilità nell’area
del Corno d’Africa.

Quella che emerge anche senza l’approfondimento che sarebbe necessario
in una situazione così complessa ma con un semplice sguardo di insieme è
però ancora una volta una storia del tutto diversa; bastino per ora due
brevi considerazioni. Innanzitutto è evidente che l’intervento
occidentale (e i costanti e ripetuti  interventi di stati africani,
l’Etiopia in particolare su diretto mandato e dietro copioso
finanziamento degli Stati Uniti) non ha oggettivamente aiutato la
stabilità, se così non fosse, dato anche quanto è stato investito
economicamente, la Somalia non sarebbe nella drammatica condizione di
totale ingovernabilità in cui versa dal 1990.

Io concordo con chi è giunto alla conclusione  che in realtà gli Stati
Uniti dopo il fallimento dell’operazione “Restore Hope”nel 1992 non
vogliano affatto stabilizzare la Somalia (e di conseguenza il Corno
d’Africa) ma che anzi siano interessati a mantenerla nel caos per
impedire ai concorrenti di negoziare vantaggiosamente con uno stato
somalo ricco e potente e inoltre per poter dispiegare la  flotta  NATO
nell’Oceano Indiano con il pretesto di combattere la pirateria [10]

La seconda considerazione riguarda invece l’Eritrea stessa; nel momento
in cui la si accusa di essere fattore di instabilità si rimuove infatti
una verità che dovrebbe essere evidente a chiunque si sforzi di essere
oggettivo nella sua analisi: l’Eritrea è il paese decisamente più
stabile della regione.

In Eritrea si è sviluppata una convivenza pacifica tra le varie etnie e
religioni, come sappiamo questo non è un dato scontato,  se dunque si
vuole preservare la stabilità nel Corno d’Africa il primo passo dovrebbe
essere quello di garantire il diritto all’integrità territoriale,
all’autodeterminazione e alla pace del popolo eritreo.






[1]

http://www.agi.it/estero/notizie/201203171628-est-rt10092-etiopia_eritrea_esercito_colpisce_ancora_basi_nel_paese_vicino




[2]
     Vedi l’articolo di Massimo Alberizzi
dal sito del Corriere della Sera:

http://www.corriere.it/esteri/12_gennaio_17/etiopia-gruppo-uomini-armati-spara-su-turisti-stranieri-cinque-vittime_f07fd5cc-413c-11e1-b71c-2a80ccba9858.shtml




[3]
     Si può leggere il comunicato del
governo eritreo tradotto in italiano al seguente indirizzo:

http://www.eritreaeritrea.com/provocatori_attacchi_da_parte_de.htm




[4]
     Su l tema della situazione in Eritrea
per chi fosse interessato rimando ad alcune note che ho scritto
al ritorno da un primo viaggio nel 2009 e che posso confermare
essendo ritornato nel gennaio 2012 da un altro breve soggiorno

http://www.resistenze.org/sito/te/po/er/poer9i05-005473.htm




[5]
     Sulla posizione della Cina si veda

http://news.xinhuanet.com/english/2009-12/24/content_12695806.htm




[6]
     http://english.pravda.ru/world/africa/09-09-2011/119012-Wikileaks_Exposes_UN_Eritrean_sanction_lies-0/




[7]
     Si può leggere il testo tradotto
dell’ultimo comunicato eritreo riguardante la situazione somala:

http://www.eritreaeritrea.com/una_soluzione_globale_e_duratura.htm




[8]
     Secret ; Subject:
Ethiopia: Recent Bombings Blamed on Oromos Possibly the Work of
GOE [Government of Ethiopia]” “Classified By: Charge [d’Affairs]
Vicki Huddleston”, “An embassy source, as well as clandestine
reporting, suggests that the bombing may have in fact been the
work of the GoE security forces.” (Cable reference id:
#06ADDISABABA2708.
http://www.foreignpolicyjournal.com/2011/09/16/wikileaks-ethiopia-files-ethiopia-bombs-itself-blames-eritrea/)




[10]
  Vedi Mohamed Hassan,Come le potenze
coloniali mantengono il paese nel caos da

www.michelcollon.info
 traduzione in italiano:

http://www.resistenze.org/sito/te/po/so/posoaa09-006130.htm

Nuovo formulario per la richiesta dei visti di ingresso per lo Stato di Eritrea

aprile 02, 2012 By: admin Category: Senza categoria

E’ stato predisposto un nuovo formulario per la richiesta dei visti che potrà essere inviato all’Ambasciata di Roma o al Consolato di Milano secondo modalità da concordare telefonicamente con i rispettivi uffici competenti. Per il PDF cliccare qui.

Sui tragici omicidi razzisti di Firenze

dicembre 15, 2011 By: admin Category: Senza categoria

Riceviamo e pubblichiamo:
Cari fratelli e sorelle africani,
abbiamo pagato un prezzo troppo alto in questo paese in termini di vite umane, senza colpa, che sono stati ammazzati in Italia. Sono fratelli e sorelle che vengono dall’Africa per trovare una vita migliore e trovano prima uno sfruttamento ed un trattamento disumano e poi vengono ammazzati barbaramente in mezzo alle grandi citta’ a pallottole da mafiosi, o persone razziste. Sono degli africani che vivono in condizioni disagiate, per non dire disumane. E proprio i piu’ disagiati degli africani che si trovano ad arrangiarsi a vendere nei mercati o che si dedicano alla raccolta dei pomodori, sottopagati a pagare con la vita. EBBENE QUESTE PERSONE PER NOI AFRICANI SONO I NOSTRI MARTIRI. TUTTI SIAMO PROFONDAMENTI ADDOLORATI ED IN QUESTI GIORNI OGNUNO DI NOI HA PIANTO PER QUESTA TERRIBILE INGIUSTIZIA UMANA e NON ABBIAMO SONNI TRANQUILLI.
Dobbiamo riflettere bene pero’ che solo attivandosi e riflettendo bene sulla situazione della nostra comunità ed i nostri rapporti con la società autoctona e con le istituzioni possiamo cercare di cambiare qualcosa per lo meno per I NOSTRI FRATELLI E SORELLE CHE VIVONO IN CONDIZIONI DISAGIATE E SONO ESPOSTI AL PERICOLO DELLA LORO SOPRAVVIVENZA.
Il Sindaco del Comune di Firenze insieme al Ministro degl Interni del Governo Monti oggi ha incontrato i leader della comunità Senegale con il Senegalese Console Dr Stefani Eraldo. Il Sindaco di Firenze ha annunciato il lutto cittadino, ha promesso di sostenere le spese per il trasporto delle salme ed ha fatto venire un ministro da Roma. Come Sindaco ha fatto qualcosa e bene. Oggi ho telefonato a Pape ed all’ufficio del Console Senegale per dirgli che la questione riguarda tutti gli africani e non solo i senegalesi.. Infatti quando scrivo questo messaggio lo mando in copia anche al Console Senegale ed alla segreteria del Sindaco. Non possiamo vedere questo caso come un caso isolato compiuto da un esaltato. Bisogna affrontarlo seriamente in termini politici e legali per dare la sicurezza e stabilire un rapporto di convivenza pacifica tra etnie diverse nel rispetto della cultura e della dignità umana.
Pertanto vogliamo creare un momento di riflessione su questo tema proprio al comune di Firenze nella sala grande. Ho apprezzato gli interventi di tutti. Siamo toccati tutti quanti ogni giorno nella ns vita quotidiana di un sentimento di tristezza per cio’ che stiamo assistendo passivamente. Dobbiamo cercare di far lavorare la mente e cercare di fare qualcosa di utile almeno per i ns fratelli piu’ penalizzati in questa società.
Fraterni saluti
Derres Araia
—-Messaggio originale—-
Da: stranierilivorno@gmail.com
Data: 14-dic-2011 0.29
A:
Ogg: Re: SENTITE CONDOGLIANZE PER LA TRAGICA MORTE DEI NOSTRI FRATELLI SENEGALESI

Grazie a tutti dal Senegal dove sono stato informato subito di cio’ che e’ accaduto a Firenze.
Grazie per i vostri pensieri e la soldarieta’ che state esprimendo nei confontronti di tutta la comunita’ Senegalese. Quello che e’ successo a Firenze ci deve far rifflettere parecchio e non so fin quanto si tratti di un caso isolato compiuto da un folle che non ha nessuno scrupolo.
Chiediamo una giustizia rapida per i nostri fratelli caduti sotto il fuoco del fascismo.
Sperando che la classe politica ne tragga lezione e rivaluti certe posizioni.
Grazie ancora una volta a tutti; che sappia il nemico che l’Italia e’ anche terra nostra e continueremo a volerle bene e che non ci facciamo intimidire da gesti cosi’ folli da condannare senza se e senza ma con l’auspicio che non si ripetano piu’.
il Presidente della FAT / Federazione Africana in Toscana
Diop Mbaye

Il giorno 13 dicembre 2011 21:56, derres@tin.it ha scritto:

Cari fratelli e sorelle,
ho inviato un sms a Pape, Kebe, Bamba ed il ns caro president Mbaye. Anche in questo forum esprimo “Sentite condoglianze alle famiglie, parenti, amici, alla comunità senegalese ed a tutti gli africani per la tragica morte dei nostri fratelli. Siamo tutti colpiti per questo barbaro assassino e siamo pronti ad attivarci a tutte le iniziative necessarie. MI E’ STATO DETTO DAL FRATELLO BAMBA CHE VI E’ IL PROGRAMMA DI UNA CONFERENZA STAMPA E MANIFETAZIONE ALLA SALA CONSIGLIARE DEL PALAZZO VECCHIO PER GIOVEDI’ 15 DICEMBRE ORE 11.00. CHIEDO CORTESEMENTE AI COORDINATORI DELLA COMUNITA’ SENEGALESE DI CONFERMARCI E DI INFORMARCI SU INIZIATIVE ED ATTIVITA’ PROGRAMMATE. IN QUESTO MOMENTO SIAMO MOLTO VICINI ALLA COMUNITA’ SENEGALE E DISPONIBILI PER ATTIVARCI.
Fraterni saluti Derres Araia

Alla luce di quello che è successo in piazza Dalmazia poi in centro di
questa città che sembrava così… “civile”, sarebbe meglio. almeno
ora, dimenticare odi e rancori e sfruttare quello che ci offre la
tecnologia oggi (vedi la cosidetta primavera araba) e organizzarsi e
unirsi almeno per qualche ora e rivolgere un pensiero ai fratelli
morti.
Da ricordare che non è stata colpita solo la comunità senegalese ma,
tutti quegli africani “negri” che lavorano onestamente e umilmente per
guadagnarsi da vivere e mandare qualche spicciolo in Africa a dei
parenti che neanche ti ringraziano.
Condividere il dolore, rivolgere un pensiero e una preghiera a questi
nostri eroi sarebbe un atto dovuto ma… non lo so se ne siamo
capaci!!! Chiedo a chi ne ha la possibilità fra i frequentatori di
questo forum, di trasmetterci nome cognome e storia di questi
fratelli, di dare un volto umano (cosa che la TV non fa!) per noi e
per i nostri figli.
Pace e la Misericordia Divina su di loro.

M. Osman

  da Eritreaeritrea.com  
 

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